Pietà di Kim Ki-duk - Genere: drammatico - Corea del Sud, 2012
Che Kim Ki-duk sia uno dei registi più interessanti di questi ultimi anni, almeno a mio avviso, è un dato di fatto. Pur non avendo avuto modo di vedere ancora tutta la sua filmografia ho già avuto modo di parlare spesso dei suoi lavori e non mi sono mai trovato meno che estasiato dopo aver guardato uno dei suoi film. Pietà non fa eccezione e il Leone d'Oro alla Mostra del cinema di Venezia è meritatissimo. E' un film grandioso, profondamente contemporaneo ma al tempo stesso intriso di sensazioni e movimenti che hanno tutta la valenza di un sapere arcaico.
Conformità di fondo con il lirismo compositivo che lo ha sempre contraddistinto, ma che questa volta si sposa perfettamente con un'idea completamente diversa della vita e delle cose. Si abbandona il leggiadro incedere delle forme che aveva caratterizzato Ferro 3 o Soffio e si va ad indagare un mondo che si presenta sporco, putrido, brulicante di individui che faticano ad esistere e che - nonostante questo - sono dotati di un'umanità profonda e incontestabile. E' come se la pellicola prendesse corpo da sé, come se il regista non avesse avuto bisogno di orchestrarla nei minimi particolari: c'è qualcosa di profondamente reale in queste immagini che descrivono l'Inferno sulla Terra. E' un realismo che però è ben lontano dall'essere epistemologicamente attendibile e ciò che ne risulta, alla fine, è un senso di imminenza escatologica pericoloso e distruttivo.
Siamo di fronte a un lavoro deciso, estremo. Un film che fin dal primo minuto mette in scena uno sguardo visionario e profondamente metafisico, dotato di una capacità che ho già avuto modo di definire figurale. E' come se dietro ogni sguardo - ripreso con una sapienza che pare un melange fra Impressionismo ed Espressionismo - ci fosse non un sentimento ma un'Idea, la prefigurazione di un Assoluto che è pronto a manifestarsi eppure così sfuggente e momentaneo. Il messaggio (sebbene questo concetto sia da ridiscutersi in un'ottica più generale) è quello di un mondo alla deriva, imputridito dall'arrivismo e dalla vorace fagocitosi di denaro, di un denaro che annulla anche i sentimenti umani più elementari e che lascia posto solamente a un nichilistico desiderio di autodistruzione.
La religione del mondo moderno è qui, in questi fotogrammi. Commovente a dir poco.
VOTO: 10/10
